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Statement d'artista

La mia pittura nasce dall'incontro tra memoria e trasformazione. Ogni opera è il risultato di un dialogo tra ciò che è stato e ciò che sta prendendo forma. Per questo, spesso, nelle mie tele trovano posto frammenti di dipinti precedenti: non come semplice recupero di materia, ma come tracce di un percorso che continua. Nulla viene davvero abbandonato; ogni immagine conserva la memoria di quelle che l'hanno preceduta e ne diventa una nuova possibilità.

Anche quando preparo personalmente il supporto, tendendo vecchie tele di lino e restituendo loro una nuova vita, sento di proseguire lo stesso gesto: trasformare il tempo in materia e la materia in racconto. La natura è il luogo in cui questa ricerca trova la sua espressione più autentica. Alberi, mare, rocce, ma anche la città e il volto umano, diventano presenze simboliche attraverso cui esplorare il rapporto tra appartenenza e cambiamento, tra ciò che ci radica e ciò che ci invita ad andare oltre. Il mio linguaggio, che definisco realismo astratto, nasce proprio da questo equilibrio tra riconoscibilità e astrazione, tra forma e frammentazione. Ogni quadro racconta una storia. Se non sento di avere qualcosa da condividere, non dipingo. Ma una volta conclusa l'opera, quella storia non appartiene più soltanto a me. Desidero che chi la osserva possa riconoscervi frammenti della propria esperienza, lasciando emergere ricordi, emozioni e significati inattesi. È in questo dialogo silenzioso, tra il mio sguardo e quello dell'altro, che il dipinto trova il suo compimento.

 

I quadri di Laura Ruberto sono storie che si sovrappongono, strati di ricordi che si combinano e si fondono per dare vita a rappresentazioni nuove.

In quasi tutte le sue opere il racconto comincia dalla tela: vecchie stoffe di lino o cotone testimoni di tempi passati, vengono ancorati al telaio di legno per offrire un supporto poetico alla narrazione che seguirà.
Una mano di fondo acrilico e la nuova raffigurazione può prendere forma con elementi inattesi che provengono da realtà differenti e che portano con sé altri frammenti di storie: ritagli di tele dipinte in passato che, se non rispondono più alle sensibilità dell’artista, possono essere riusate per creare nuove emozioni e tanti racconti diversi.                                                                                                                                Patrizia Serra
 

L’arte di Laura Ruberto è un continuo divenire, espressione di un’incessante ricerca da parte dell’artista. Il suo approccio, capace di offrire prospettive diverse, arricchisce la narrazione visiva e invita lo spettatore a vivere un’esperienza sensoriale che sfida le convenzioni. La sovrapposizione di materiali e interventi pittorici dà vita a un dialogo

tra realtà e immaginazione, in cui l’atto creativo diventa uno strumento per esplorare le complessità dell’esistenza.​ Le sue opere sono un intreccio di storie e memorie,ogni tela diventa un palcoscenico per un racconto che trascende il tempo. I materiali utilizzati, vecchie stoffe, parti di tele dipinte in passato, fili, corde e altri elementi, si trasformano in testimonianze di una storia collettiva, rinata attraverso il processo creativo. La scelta di questi materiali non è casuale: essi fungono da catalizzatori emotivi, conferendo a ogni opera una dimensione personale e intima.                                                                                                                                  Maria Teresa Majoli

 

Questo soprattutto mi affascina: la rivelazione di ciò che c’era e di ciò che poteva esserci, tutto un mondo brulicante di infinite potenzialità fino a quel momento rimaste crisalide. Come se, lungo il percorso di tutti i giorni, nella ben nota consuetudine, si spalancasse l’altra faccia delle cose, sgorgata da prospettive inattese, prismatiche

e scintillanti, acuminate e fiabesche, o anche nebbiose, inquietanti e allusive, in una ridda appassionata di re-invenzioni. E lì ritrovo la mia patria: la terra del reale impossibile e dell’irreale possibile, dove hanno scaturigine anche i miei scritti.                                                                                                                              Gisella Gerosa

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Per quanto le sue opere siano intimamente legate nell'esperienza personale, nei ricordi e nel sentimento dell’autrice è altrettanto evidente il suo interesse nel sociale, nelle delicate questioni riguardanti una parità di nascita e di genere che talvolta sembrano irraggiungibili. Materiali non canonici per una tela (pezzettini di stoffa ricoperta di gesso, frammenti di vecchie tele di quadri, fil di ferro e chiodi trovati per strada) che Laura incolla sui suoi fondi colorati, aiutano ad andare oltre la bidimensionalità del quadro, spingendoci verso un’apertura a nuovi orizzonti, ad altre storie, verso un’abolizione di confini in cui il colore è la primaria guida di sentimenti

e concetti.                                                                                                Gaia Rescigno

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​​Laura Ruberto ha esposto:

a Mortara (PV), al castello Isimbardi di Castello d’Agogna (PV), a Castell’ Arquato (PC), a Milano nelle gallerie: Spazio libero 8, la galleria degli artisti, ArTè galleria, ai Binari, galleria Eustachi, in biblioteca Sant’Ambrogio e presso El Barbapedana.

A Livorno presso la galleria Il Melograno, a Genova presso la galleria Casana 11,

a Foiano della Chiana presso la galleria Furio del Furia .

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